Moratoria Biogas: Le ragioni di un perchè...

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Pubblichiamo di seguito l'appello che la nostra condotta ha inoltrato alle istituzioni provinciali e per conoscenza alla stampa locale, in riferimento all'alto numero (destinato ad aumentare) di impianti a biogas; Slow Food non è contraria alle forme di energia alternativa, ma all'uso improprio delle stesse dovuto alle attività speculative alla luce anche del "consumo di territorio" che provocano tali impianti:

L’assemblea della Condotta Slow Food del Cremonese svoltasi il 5 maggio u.s.  – nel sostenere gli agricoltori di piccola e media scala che col loro lavoro conservano un patrimonio di biodiversità, di sapori e di saperi ed operano per preservare il territorio – ha deliberato di rivolgere un appello ai rappresentanti del Governo Locale ed alle forze politiche affinchè venga applicata una moratoria alla realizzazione ed autorizzazione di impianti di biogas che non siano collocati presso le stalle delle aziende agricole e che superino i 250 KW di potenza .

La Provincia di Cremona detiene il record nazionale di impianti di biogas autorizzati , complessivamente 125 , con oltre 130 MW di potenza .Ciò significa che il 25% della superficie agricola provinciale sarebbe destinato a produrre mais da utilizzare nell’impianto di biogas: per alimentare un “digestore” da 1 MW occorre ogni giorno l’equivalente di 1 ettaro di terreno coltivato a mais , sottraendo così terreno fertile alla produzione di alimenti umani ed animali.

Anche il bilancio energetico netto è modesto: per coltivare mais serve molta energia fossile ( lavorazione del terreno , concimi chimici e pesticidi , diserbanti , irrigazione , trasporti , impatto sulla viabilità durante il raccolto perché possono provenire da un raggio di 70 KM dall’impianto) pari al 75/80% dell’energia verde prodotta !!

Chiediamo allora :

  1. E’ eticamente sostenibile concedere contributi in conto capitale fino al 40% dei costi per realizzare impianti che sottraggono terreni alla produzione agricola ?
  2. E’ eticamente sostenibile concedere contributi della PAC per far produrre mais ad agricoltori o pseudoagricoltori che lo usano per fare biogas ed ottenere energia pagata , attraverso gli incentivi , dalla collettività ?
  3. E’ ecologicamente sostenibile importare di conseguenza alimenti per la zootecnia da altri continenti e distruggere foreste e savane – a discapito della sovranità alimentare – per soddisfare la domanda di cereali dei nostri allevamenti ?

La Condotta del Cremonese , a nome dei propri iscritti , chiede pertanto al Presidente ed al Consiglio Provinciale , alle Istituzioni locali di adottare provvedimenti che fermino questo spreco e sostengano l’agroecologia favorendo le iniziative basate sul riuso , il riciclo, il rispetto dell’ambiente , le energie rinnovabili come il microidroelettrico  e riportando il biogas al principio originario di valorizzazione di biomasse “non nobili” la cui  “digestione” rappresenti un’alternativa a forme di smaltimento costose quali i rifiuti organici domestici, gli scarti della GDO e quelli agro-industriali fermentescibili .
Esistono già validissimi esempi di produzioni energetiche “ a ciclo chiuso”che utilizzano liquami agricoli e rifiuti urbani , non sprecando territorio .

Chiediamo una scelta strategica che fermi la definitiva e totale industrializzazione dell’agricoltura e la depauperazione di una risorsa da millenni ritenuta un bene prezioso ; che fermi lo scempio ecologico ed economico che regge solo perché fortemente incentivato a danno della collettività ed a vantaggio di pochi .

Riteniamo fondamentale puntare sul binomio “agricoltura-ambiente” e sulla valorizzazione delle produzioni agricole , non basando l’integrazione al reddito solo sull’estensione bensì sulla qualità e sul recupero di sistemi colturali più sostenibili e meno invasivi ma non per questo meno efficienti .

Crediamo in una “multifunzionalità agricola” che riporti gli agricoltori a contato con i consumatori e ricrei i valori delle comunità locali .

Ci pare purtroppo che la “multifunzionalità energetica” vada in direzione opposta guidata da lobbies che spesso coincidono con quelle degli OGM.

Rassegna stampa sull'argomento:

Corriere della Sera - "L'energia verde che divora i campi" - articolo di Claudio Del Frate

Corriere della Sera - "Cibo o kilowatt, la scelta impossibile" - articolo di Stefano Agnoli

Ruralpini.it - Il sito/blog di Michele Corti: Seguire L'esempio di Slow Food Cremonese

La Repubblica - "La battaglia della terra" - articolo di Carlo Petrini

 

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